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| venerdì 21 novembre 2008 | |
Come combattere facilmente l’influenza Olio di fegato di merluzzo e acqua ossigenata sono un toccasana per l'inverno Nel mese di aprile del 2005, negli Stati Uniti, un'epidemia di influenza cominciò a diffondersi partendo dall'ospedale di massima-sicurezza per criminali dove lavorava il Dott. John Cannell. Man mano che l'epidemia progrediva, egli notò qualcosa di insolito: sebbene tutti i reparti intorno al suo fossero infetti, nessun paziente del suo reparto si era ammalato, malgrado il contatto sia fra pazienti che infermieri. L'unica differenza era che tutti i pazienti del reparto del Dott. Cannell stavano assumendo 2.000 unità di vitamina D al giorno da parecchi mesi. Subito dopo l'epidemia, un lavoro pubblicato su Nature ha indicato che la vitamina D poteva essere paragonabile ad un potente antibiotico, facendo aumentare la produzione corporea di alcune proteine denominate peptidi antimicrobici in grado di distruggere le pareti delle cellule batteriche, fungine e virali, compreso il virus influenzale. Questo interessante articolo scritto dal Dott. John Cannell celebre esperto di vitamina D, descrive quanto efficacemente la vitamina "del sole" combatta l'influenza. I risultati del Dott. Cannell nel reparto ospedaliero di massima-sicurezza lo hanno condotto a collaborare con altri esperti celebri come il Dott. Edward Giovannucci di Harvard e il Dott. Michael Holick dell'università di Boston, su una pubblicazione più importante ( Epidemiology and Infection 7 Settembre, 2006, Medical News Today 15 Settembre, 2006) che collega la carenza di vitamina D alla malattia. Ecco perché da diversi anni consiglio, come prevenzione per influenza e raffreddori, l'assunzione del buon vecchio olio di fegato di merluzzo nel periodo autunno-inverno. Poiché la medicina non è una scienza matematica, può capitare che una certa percentuale di persone possano ammalarsi nonostante la vitamina D. In questo caso bisogna essere molto rapidi a somministrare poche gocce di perossido di idrogeno (acqua ossigenata al 3%) nelle orecchie del malcapitato. Sembra funzionare particolarmente se si fa entro le primissime ore dall'inizio dei sintomi. Sembra strano ma altri studi americani (American Journal of Infection Control Marzo, 2007; 35(2):86-8) hanno dimostrato che i virus influenzali e del raffreddore non passano dalla bocca bensì dalle orecchie. Quindi baciatevi pure ma non stringete le mani di estranei e, in ogni caso lavatele molto spesso! Inoltre ricordatevi che se un virus può essere il fattore eziologico principale del raffreddore, sono un sistema immunitario indebolito dallo stress, una dieta qualitativamente scarsa e un sonno insufficiente i motivi per cui si sviluppa l'infezione. Quindi, considerando l'inefficacia e i rischi connessi all'uso dei vaccini, [come afferma il ricercatore Wilton Alston, dicendo che "nel migliore dei casi si sta scegliendo di iniettare una sostanza estranea con un'efficacia probabile di solo il 25-45% sperando nel frattempo che non si verifichi alcun effetto secondario" (LewRockwell.com 6 Ottobre, 2007) ] e che i farmaci anti-tosse sono inutili (Science Daily 23 Gennaio, 2008, Cochrane Database of Systematic Reviews 2008 Issue 1) come ha dichiarato anche la Food and Drug Administration degli Stati Uniti nel mese di agosto del 2007 raccomandando anzi ai genitori di non dare farmaci per la tosse o per il raffreddore ai bambini al di sotto dei 6 anni, mi sembra di poter dire con certezza che quanto detto sia un'efficace, facile alternativa totalmente priva di rischi. Massimo Pandiani |
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